Sabato si è finalmente riaperto il cancelletto della Coppa del Mondo con il classico overture di Soelden, che festeggia i 20 anni nel circo bianco.

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Dopo più di sei mesi di attesa, sabato e domenica mattina gli appassionati sono corsi davanti agli schermi pronti a vivere le emozioni che solo questo sport sa regalare.

Anche il sole ha sorriso benigno sull’inizio della Coppa del Mondo, garantendo ottime condizioni di visibilità, anche se le temperature, di qualche grado sopra lo 0°, hanno fatto sì che la neve si segnasse un po’.

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Domina la gara femminile una scatenata Lara Gut, che conferma il miglioramento in gigante visto l’anno scorso con il podio alle finali di Lenzerheide.

L’elvetica affronta con la sua solita grinta le due manches, dimostrando, però, di saper modulare l’aggressività della sua sciata, senza incidere troppo e riuscendo a portar via velocità, soprattutto nel piano finale, sfruttando bene le sue doti di velocista e facendo il vuoto dietro di sé.

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Seconda a ottantaquattro centesimi una solida Kathrin Zettel, che come l’anno scorso apre al meglio la stagione, pur con un errore sul muro che riesce a correggere lasciando correre lo sci, sfruttando la sua grande esperienza.

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Terza a un secondo e ventotto è Viktoria Rebensburg, che, come la Zettel, precisa nel tratto iniziale, non pennella il tratto finale del muro, ma riesce a mantenere la velocità accumulata per il piano finale.

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Ottime sono le prove di Tina Weirather e di Mikaela Shiffrin, rispettivamente quinta e sesta. La prima mostra un inedito talento anche tra le maglie più strette rispetto alle sue discipline predilette; la seconda replica le linee pulite, leggere e precise a cui ci ha abituato in slalom anche in gigante, affermandosi non più promessa, ma realtà anche in questa disciplina.

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Deludenti invece la detentrice della Coppa del Mondo e di Gigante Tina Maze e la campionessa mondiale Tessa Worley, impacciate e insicure nel gesto tecnico, rispettivamente diciottesima e ventunesima.

Sigla il miglior tempo di manche nella seconda prova Nadia Fanchini, che dopo una prima manche poco convincente, mostra la brillante sciata di cui è capace e conclude quattordicesima. Diciannovesima è Denise Karbon, di rientro dalla doppia frattura alla caviglia, dopo una prima parte buona, tiene un po’ troppo sul muro e fatica a portar fuori velocità nel piano finale. Segnali positivi si vedono anche da Federica Brignone, che torna alle competizioni dopo quasi un anno. Fa una buona prima manche, col decimo tempo, ma fatica un po’ nella seconda, soprattutto nel finale.

Non si qualificano invece per la seconda manche Manuela Moelgg, Elena Curtoni, Sabrina Fanchini, Lisa Agerer, Sofia Goggia e Giulia Gianesini.

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In campo maschile domina, come sempre, Ted Ligety, nonostante la seconda manche, tracciata dall’allenatore degli italiani Theolier, disegnata per spezzare quel ritmo che tanto piace al campione dello Utah.

Ligety, come l’anno scorso, si mostra imbattibile su questi nuovi sci da lui tanto criticati, mostrandosi in grado di disegnare linee impossibili per gli altri e di portar fuori tanta velocità ad ogni curva.

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Secondo a settantanove centesimi è l’astro francese Alexis Pinturault, con una sciata piacevole da vedere, sempre precisa, che riecheggia la perfezione formale di Benni Raich e di Ivica Kostelic.

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Terzo a un secondo e due è il detentore della Coppa del Mondo Marcel Hirscher, con uno stile meno preciso degli altri due, soprattutto sul muro, ma che, grazie al suo rapporto peso potenza, risulta ugualmente efficace.

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Quarto, a pari merito con Steve Missilier, è Aksel Svindal, che grazie alle sue grandi doti di scivolatore sfrutta bene il tratto finale e già dalla prima gara guadagna punti preziosi in prospettiva della Coppa del Mondo generale.

Grande è stato il ritorno del fuoriclasse americano Bode Miller, dopo un anno e mezzo di assenza dalle competizioni. Conclude diciannovesimo, ma mostra, soprattutto nella prima manche, la brillantezza della sua sciata, distrattamente elegante, con la quale ci aveva abituato nei momenti d’oro della sua carriera.

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Male gli italiani, primo dei quali è Massimiliano Blardone, diciassettesimo, che aggredisce, forse con troppa irruenza, la neve compatta, ma non ghiacciata di Soelden. Venticinquesimo e ventiseiesimo sono Manfred Moelgg e Florian Eisath, mentre esce nel corso della prima manche Davide Simoncelli. Non si classificano invece per la seconda manche Roberto Nani, Luca De Aliprandini, Giovanni Borsotti e Cristian Deville.

 Adesso, come ogni anno, dopo l’illusione di un inizio, dopo le emozioni di Soelden, gli appassionati dovranno aspettare fino al 16 novembre prima di vedere, con gli slalom di Levi, il cancelletto riaprirsi.

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  1. Bruno ha detto:

    Ciao Elena,

    Fine Settembre 2009, allenandosi proprio per il Gigante su un ghiacciaio di Saas-Fee, nel Vallese, Lara Gut fù vittima di una brutta caduta. Riportò un’importante lussazione dell’anca destra necessitando un’operazione. Quel inverno, Lara non ebbe la possibilità di prendere parte alle Olimpiadi di Vancouver.
    La vittoria della ticinese nel esordio della stagione 2013-2014, nel Gigante di Soelden (la prima della sua carriera in questa disciplina) sembra un tipo di rivincità sulla sorte.
    Grandissima Laretta !!!

    Per quanto riguarda il settore maschile, c’è poco da dire. Questo anno ancora, in Gigante, ci sarà Ted Ligety . . . . . . e gli altri.

    Grazie ancora per questo articolo nel quale si prova benissimo la tua analisi molto sottile ed acuta di questo sport.

    Ciao.

    Bruno

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