La cittadina tirolese di Kitzbühel è famosa nel mondo dello sci per ospitare una delle discese libere più importanti, se non proprio la più importante, di tutto il circuito.

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Il trofeo dell’Hahnenkamm, che prende il nome dal monte sul quale si trova la Streif, la pista sulla quale viene disputata la gara, viene assegnato annualmente dal 1931 ed è stato stabilmente inserito nel circuito della Coppa del Mondo maschile dal 1967. Dal 1932 al 1961 vennero disputate qui anche le discese femminili.

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Oltre alla discesa, sulla pista Ganslern, a Kitz viene disputato lo slalom speciale, con il quale compone la combinata classica dell’Hahnenkamm. Dagli anni novanta viene anche disputato il supergigante, sul percorso accorciato, detto Streifalm.

Con un dislivello di 880 metri, i 3312 chilometri di lunghezza e una pendenza massima dell’85%, la discesa della Streif è considerata la più bella e la più impegnativa di tutto il circo bianco. Una vittoria qui comporta l’immediata iscrizione nel firmamento dei più grandi discesisti della storia.

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Questa pista possiede numerosi passaggi chiave tra cui la Mausefalle, trappola per topi, un lungo salto poco dopo la partenza, la Steilhang, una doppia curva in contropendenza, il Brückenschuss, uno stradino di solo scorrimento, l’Hausbergkante, una lunga diagonale dalla ripida pendenza, appena prima del rettilineo finale.

Fino al 2009 lo Zielschuss, il tratto finale, constava in un bellissimo salto, che però per motivi di sicurezza, dopo l’incidente di Daniel Albrecht nel 2009, è stato notevolmente ridotto. Famosa è la spaccata di Ghedina eseguita su questo salto.

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Un’altra simpatica peculiarità di questa gara è che ogni cabina dell’ovovia, l’Hahnenkammbahn, porta il nome di un vincitore.

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Lo sciatore con più vittorie sulla Streif è lo svizzero Didier Cuche (1998, 2008, 2010, 2011, 2012), con cinque successi, seguito da Franz Klammer (1975, 1976, 1977, 1984) e Karl Schranz (1966, 1969, 1972 x2), con quattro.

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Il vincitore dell’ultima edizione è l’italiano Dominik Paris.

Anche durante la stagione estiva è possibile godersi la Streif. Infatti è prevista una piacevole e ben organizzata passeggiata che guida gli escursionisti attraverso i punti chiave della pista, segnati da porte in metallo e accompagnati da schermi che trasmettono momenti salienti della storia del trofeo Hahnenkamm.

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  1. Bruno ha detto:

    Ciao Elena,

    You’re back . . . . . . and what a come back, Elena !!!

    Uno STRAORDINARIO articolo sulla mitica pista della Streif . . .
    E, come al solito, una redazione perfetta e molto bene documentata.
    Da quando ho iniziato ad essere appassionato di sci, la Gara dell’Hahnenkamm è sempre stata per me il momento più aspettato dell’inverno.
    Mi ricordo che, nella fine degli anni ottanta, la gran maggior parte dei discesisti interrogati dalla TV francese dicevano che, se avessero da scegliere tra una vittoria sù questa pista, o l’oro olimpico, avrebbero preferito di gran lunga una vittoria sulla pista tirolese.
    Quest’anno, con una discesa da sogno, ha vinto Dominik PARIS. Nessun azzuro aveva vinto sulla Streif dal 1998. Quell’anno, il “Ré” era stato Kristian GHEDINA.
    Il nuovo asso della discesa libera maschile italiana doveva inaugurare, a fine dell’ultimo guigno, la cabina dell’ovovia che porterà adesso il suo nome. Ma pochi giorni prima di questa festa, per una disgrazia, ha perso il fratello, Renè, in un’incidente stradale.
    L’inaugurazione è dunque stata sospesa e non sò se, finalmente, una cabina adesso porta il nome di Dominik PARIS.

    Mi sembrava importante che un articolo sia dedicato a questa bellissima e particolarmente impegnativa pista perchè, se ha fatto nascere tanti “eroi”, ha purtrotto, troppo spesso, visto la fine della carriera di alcuni atleti che pochi anni prima avevano avuto l’ardire di domarla.
    Mi viene in mente il caso particolare dello sciatore canadese, Todd BROOKER.
    Caduto nella parte finale della discesa di allenamento in gennaio dell’87, fù vittima della caduta più spettacolare nella storia della Streif, anzì dello sci. Non fù mai capace di tornare a praticare il suo sport-passione.

    GRAZIE MILLE, Elena per questo articolo che -per me- è ancora più bello di tutti gli altri. Pensavo di sapere tutto a proposito della Streif : stasera ne sò -dopo averti letto- ancora di più . . . . .

    Ciao Elena !!! Sei grande !!!

    Bruno

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