Oggi si sono svolte a Kitzbuehel la discesa libera maschile e a Maribor lo slalom gigante femminile.

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La Streif, difficilissima e selettiva come sempre, aveva una tracciatura, degnata da Schmaltz, giudice FIS, ancora più impegnativa del solito e un fondo ghiacciato perfetto, quasi marmoreo.

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Vince questa classica, consacrandosi tra i grandi discesisti di sempre, Dominik Paris, che dopo quindici anni, quando vinse Christian Ghedina, riporta l’Italia sul gradino più alto del tempio della discesa. L’azzurro è stato autore di una gara perfetta in ogni sezione di pista, ma la differenza l’ha fatta sull’ultima diagonale, che ha tirato perfettamente, riuscendo a portare via tanta velocità, facendo segnare nel rilevamento 142,3 km/h.

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Secondo, a soli tredici centesimi, si è classificato il canadese Erik Guay, più veloce di Paris nella prima parte di gare, ma poi interpreta diversamente la diagonale finale, tenendosi più alto e perdendo quel tanto di velocità da non riuscire a passare davanti all’italiano.

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Terzo è Hannes Reichelt a trentasei centesimi. Anche l’austriaco, davanti all’azzurro nella prima parte di gara, perde il vantaggio e la velocità accumulata nella diagonale, dove non riesce ad impostare la linea ideale.

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Per quanto riguarda gli altri italiani, si classifica undicesimo Werner Heel, non perfetto nella prima parte, ma che riesce a recuperare bene nel tratto finale, impostando bene la diagonale finale, elemento chiave di questa gara. Dodicesimo è Siegmar Klotz, anche lui migliore nella parte finale di gara. Ventesimo è Christof Innerhofer, partito con il pettorale diciannove, ma dopo il numero quarantacinque come penalizzazione per essere ripartito dopo una caduta durante le prove. Ventiquattresimo è invece Matteo Marsaglia, mentre Peter Fill è stato protagonista di una caduta pericolosissima e molto spettacolare: all’ingresso dello stradino è arrivato largo e gli sci gli sono finiti sulle protezioni a lato pista facendolo decollare e riatterrare dopo un giro della morte all’indietro. Fortunatamente l’atleta azzurro non si è fatto nulla e, dopo essersi rialzato, è sceso a lato pista sulle sue gambe.

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Ci terrei a ricordare che ieri, nella gara di super gigante, l’eccelso campione austriaco Benjamin Raich ha aperto il cancelletto di Coppa del Mondo per la quattrocentesima volta.

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Ripercorriamo velocemente la carriera di questo atleta che ha scritto molte delle più belle pagine della storia dello sci internazionale.

Nato a Innsbruck (AUT), ma originario di Arzl im Pitzal, sempre nel Tirolo, il 28 febbraio 1978, ha vinto nel 1991 l’oro nello slalom della categoria Ragazzi del Trofeo Topolino. Pochi anni dopo si è aggiudicato ai Mondiali Juniores l’oro nello slalom speciale di Hoch-Ybrig nel 1996, l’oro nel gigante di Schladming nel 1997 e gli ori nel gigante e nello slalom di Megève/Chamonix/Saint-Gervais nel 1998.

Ha esordito nella Major League il 13 gennaio 1998 ad Adelboden e all’inizio del 1999, nel giro di due giorni, ha conquistato il primo podio, il 6 gennaio nello slalom di Kranjska Gora, e la prima vittoria, il 7 gennaio, nello slalom di Schladming. Da quel giorno ha conquistato 90 podi, di cui 36 vittorie, in Coppa del Mondo, due Coppette di gigante (nel 2005 e nel 2006), tre Coppette di combinata (nel 2005, nel 2006 e nel 2010), tre Coppette di slalom (nel 2001, nel 2005 e nel 2007), una Coppa Generale nel 2006, tre ori Mondiali (nello speciale e nella combinata di Bormio nel 2005 e nella gara a squadre ad Åre nel 2007) e due ori Olimpici, entrambi a Torino nel 2006, in gigante e in speciale.

Nel 2011, durante la gara a squadre dei Mondiali di Garmisch-Partenkirchen, ha subito un grave infortunio, rompendosi i legamenti crociati del ginocchio sinistro. E’ tornato comunque a tornare al via nella scorsa stagione, mostrando un recupero davvero eccezionale: è infatti riuscito a conquistare tre podi: un terzo posto nel super g di Crans-Montana il 24 febbraio 2012, un secondo posto nel gigante di Adelboden il 7 gennaio 2012 ad una manciata di centesimi da uno scatenato Marcel Hirscher e un primo posto nel super g di Crans-Montana il 25 febbraio 2012.

Il suo miglior risultato in questa stagione è il quarto posto in combinata a Wengen, a una manciata di centesimi dal podio e non è detto che questo campione, con la sua incredibile classe, non ci riservi ancora qualche sorpresa.

Anche se il pendio non è tra i più emozionanti, certo il gigante di Maribor di emozioni ne ha regalate.

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La prima manche, tracciata dall’allenatore austriaco girava di più, mentre la seconda, tracciata dall’allenatore americano, era più veloce e ritmata.

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Vince una strepitosa e ritrovata, anche in gigante, Lindsey Vonn, grintosissima già nella prima manche, dove tira al meglio le prime due sezioni di gara e, rallentando un po’ sul muro finale, taglia il traguardo con il terzo tempo. Poi nella seconda dà il tutto e per tutto. Fa un piccolo errore entrando in leggera rotazione all’inizio della discesa, ma, si sa, lei anche quando fa degli errori incrementa. Dopo questa sbavatura spinge ancora di più e pennella meravigliosamente tutte le curve fino al traguardo.

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Piange lacrime amare per la vittoria davanti al suo pubblico sfumata per soli otto centesimi Tina Maze. La slovena è stata autrice di due bellissime manche, seppur con una leggera sbavatura all’inizio della seconda, ma oggi non sono bastate per salire sul gradino più alto del podio. La Maze si può consolare però con la vittoria della coppetta di gigante, ormai matematicamente vinta.

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Terza è l’austriaca Anna Fenninger, che ancora una volta ci conferma il suo ottimo stato di forma. Sesta dopo la prima manche, ha saputo interpretare benissimo il tracciato della seconda manche, pur tenendo forse un po’ troppo sul muro finale.

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Rientra nella top10 dopo Soelden Denise Karbon, migliore delle italiane, che riesce far suo un tracciato che poco si adatta alle sue caratteristiche. Quattordicesima è Nadia Fanchini, ventiquattresima Elena Curtoni e venticinquesima Irene Curtoni. Non si qualificano per la seconda manche Lisa Agerer e Francesca Marsaglia, mentre non portano a termine la prima manche Manuela Moelgg e Michela Azzola.

Domani ci aspettano altre emozioni dal circo bianco con i due slalom, quello femminile sempre a Maribor e quello maschile, valido anche per la combinata, sempre a Kitzbuehel.

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Una risposta »

  1. `Bruno ha detto:

    Ciao Elena,

    Questo articolo -che leggo appena adesso- è proprio un capolavoro : probabilmente il migliore mai scritto da te. Ho avuto la fortuna di vedere entrambi le gare di Kitzbuehel e Maribor. La prima è stata -come ogni volta che non si fa in due manche per via del maltempo- una gara molto spettacolare. Dal prossimo anno, una cabina della ovovia dell’Hahnenkamm porterà il nome di Dominik PARIS che ha fatto una gara di altissimo livello. Fa parte, da adesso, e in modo sicuro, dei migliori discesisti al mondo.
    Ma, questo anno ancora, la mitica Streif avrebbe potuto vedere una brutta fine di carriera per certi concorrenti. E più vedo il video, più penso che Peter FILL è miracolosamente non stato ferito in modo molto serio.
    Il francese Johan Clarey, caduto anchè lui, ma senza riportare ferite importanti, ha detto ad un giornalista francese : “Oggì, la Streif mi ha mangiato”.

    Se un giorno trovi il tempo a dedicare un articolo a questa gara proprio fenomenale, sono sicuro che saremmo in tanti a leggerti perchè ogni appassionato di scì conosce la “Mausefalle”, la “Karussel-Kurve”, l’entrata nello “Steilhang” ( questo anno fatale a Peter FILL ) seguita dal “Brückschuss”, “Alte Schneise”, lo spettacolarissimo “Hausbergkante”, il “Querfahrt” dove à sempre difficilissimo trovare ( e poter tenire ) la linea più giusta, per finire con lo “Zielschuss” e il suo salto particolarmente pericoloso.
    Ricordiamo che dopo una caduta sulla Streif, il canadese Todd Brooker -pur vincitore sulla mitica pista due anni prima- a messo un termine alla sua breve ma promettente carriera. Per quanto riguarda Daniel Albrecht, lo svizzero, dopo la sua caduta su questo ultimo salto, è tornato a sciare, ma non è mai più entrato nel “top 20” di una gara di Coppa del Mondo. Entrambi erano caduti nella parte finale. Hans Grugger, lo sciatore austriaco, caduto lui a gennaio del 2011 nella “Mausefalle” avendo riportando gravissime ferite si è ritirato delle competizione in modo definitivo.

    Brava Elena.
    Ancora un’ottimo articolo. Non vedo l’ora di leggerne un’altro.

    Ciao.

    Bruno.

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