Mi scuso con i miei lettori per l’assenza di questo weekend, ma gli impegni universitari e la gita, bellissima, per vedere il gigante dell’Alta Badia mi hanno impedito di avere la tranquillità per poter scrivere in modo accurato riguardo alle emozioni regalateci dal circo bianco in questo fine settimana.

Prima di raccontare dello slalom di Madonna di Campiglio, farò un breve riassunto di ciò che è successo nelle scorse gare.

Protagonista in Val Gardena e in Val d’Isère è stato il mal tempo, che nella giornata di domenica ha portato alla cancellazione del super g femminile e al ritardo della discesa maschile.

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La discesa femminile, in Val d’Isere, tenutasi venerdì 14, con partenza abbassata a causa della scarsa visibilità, viene vinta da Lara Gut, che corona così il suo ritorno agli alti livelli. Già, in questo inizio di stagione ci aveva fatto vedere ottime prestazioni e con questa vittoria, la prima in discesa della sua carriera, conferma definitivamente il suo ritorno al top.

Conquista il suo primo podio l’americana Leanne Smith, seconda, che conferma la crescita del team americano nelle discipline veloci che, oltre a Lindsey Vonn e a Julia Mancuso, schiera ottime atlete, tutte in grado di insidiare le prime posizioni.

Terza è un’altra svizzera, Nadja Kamer, che, grazie alle sue ottime doti di scivolatrice, conquista il gradino più basso del podio.

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Sempre il 14 dicembre, in Val Gardena, si è tenuto il super g maschile, vinto da un irraggiungibile Aksel Lund Svindal, che pur commette qualche sbavatura nel finale. Tutto azzurro è però il resto del podio: secondo è infatti Matteo Marsaglia, che si riconferma ai vertici dopo la vittoria americana, mentre terzo è Werner Heel, che con questo ottimo risultato riscatta le difficoltà degli ultimi tempi.

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Dopo tanti rinvii e difficoltà è stata disputata, sabato 15, la discesa libera maschile, piena di colpi di scena. Quando ormai il podio virtuale, formato da Eric Guay, Kjetil Jansrud e Aksel Svindal, sembrava definitivo, l’americano Steven Nyman, già vincitore sulla Saslong nel 2006, con il trentanove e lo sloveno Rok Perko, con il trentacinque, vanno a conquistarsi i due gradini più alti del podio.

Sempre con pettorali altissimi vanno a inserirsi nella top10 due italiani, Werner Heel, con il cinquantadue, sesto, e Silvano Varettoni, con il cinquantuno, nono, e un olandese, Marvin Van Heek, classe 1991, con il cinquantatré, ottavo.

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Il gigante dell’Alta Badia, sulla Gran Risa, viene dominato da un Ted Ligety, che si dimostra ancora una volta un extraterrestre, dando due secondi e quattro centesimi, ad un comunque bravissimo Marcel Hirscher. Terzo, a tre secondi e ventisette, si classifica il francese Thomas Fanara. A combattere per il podio, prima di uscire, c’era anche Max Blardone che, fino a che è rimasto in pista, ci ha fatto vedere una bellissima sciata aggressiva.

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Fa poker in gigante a Courchevel, su una pista dal fondo molto difficile, l’inarrestabile Tina Maze, che stacca di ventidue centesimi Kathrin Zettel, altra grande protagonista di questo avvio di stagione. Terza, a quaranta centesimi, è l’atleta di casa Tessa Worley.

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Dopo le due uscite francesi, la campionessa americana Lindsey Vonn ha deciso di prendersi una pausa e di tornare negli Stati Uniti per potersi riposare e recuperare la stanchezza accumulata dopo il ricovero in ospedale agli inizi di novembre. Tornerà alle competizioni a St. Anton, in Austria, per la discesa e il super g. Ritengo che questa sia un’ottima decisione, perché sciare in questo stato è rischioso perché aumenta la probabilità di infortunio e le continue uscite incidono sulla condizione psicologica dell’atleta.

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Prima di raccontarvi lo slalom di Madonna di Campiglio, è più che doveroso ricordare il maestro di sci, Lanfranco Bertocci, guardiaporte in occasione di questa gara, che ha avuto un malore a bordo pista. Purtroppo, ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano.

A parer mio, la gara doveva essere interrotta, perché le manifestazioni sportive sono un momento di festa e, di fronte alla morte di una persona che si trovava lì per lavorare, non si può fa finta che nulla sia successo perché “the show must go on”.

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Sulla pista 3tre di Madonna di Campiglio si è svolto lo slalom speciale martedì 18. Gli apripista, di grade calibro, sono stati: Giorgio Rocca, vincitore nel 2005 su questa pista, davanti a Benni Raich e a Kalle Palander, Pietro Francescetti, classe 1993, promessa dello sci italiano, e Davide Simoncelli.

La prima manche, tracciata da Ante Kostelic, aveva un disegno meno regolare rispetto alla tracciatura della seconda, ad opera dell’allenatore americano.

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Lo slalom è stato dominato dall’austriaco Marcel Hischer, già in testa dopo la prima manche, flessuso e reattivo come sempre, che conquista così il settimo podio consecutivo nelle discipline tecniche: una costanza sbalorditiva, che conferma, ancora una volta le sue strabilianti qualità tecniche.

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Secondo, a un secondo e sessantasette, è il tedesco Felix Neureuther, staccato di soli sei centesimi dopo la prima manche, ma che nella seconda prova non ha attaccato al 100% per potersi garantire il risultato.

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Terzo, con un’incredibile rimonta, il giapponese Naoki Yuasa, che ci fa vedere una sciata reattiva e pulita, che gli permette di conquistare il primo podio della sua carriera.

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Un po’ di amaro c’è per la prova degli italiani, con tre atleti da podio dopo la prima manche, Cristian Deville terzo a cinquantasei centesimi e Giuliano Razzoli e Manfred Moelgg, con lo stesso tempo, quarti, a sessantotto centesimi da Hischer.

Nel corso della seconda manche, Razzoli e Deville sono usciti. Prima di uscire pero, entrambi, hanno sciato alla grande, incrementando e dimostrando di combattere per il podio. Purtroppo però tra i pali stretti l’errore è sempre dietro l’angolo e dando il massimo, quindi passando vicinissimi al palo, è facile inforcare. Manfred Moelgg, bravissimo fino al primo intermedio, rallenta un po’ sul muro, ma riesce comunque ad arrivare in fondo con un ottimo tempo e si classifica quinto.

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Si classifica ventesimo, recuperando dieci posizioni rispetto alla prima prova, Roberto Nani.

Non porta invece a termine la prima manche Riccardo Tonetti.

Ottime sono state le prove di Henrik Kristoffersen, norvegese, classe 1994, campione mondiale juniores in gigante a Roccaraso, secondo in slalom e in combinata nella stessa manifestazione, che, pur con un brutto errore alla fine del muro, si classifica quattordicesimo; e del francese Steven Theolier,  figlio del tecnico azzurro, partito con il sessantotto, che si classifica quindicesimo.

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Ecco qui le ultime novità che arrivano dal circo bianco. Presto seguirà il commento al gigante e allo slalom femminili di Åre, in Svezia.

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