Venerdì 30 novembre sono state disputate la discesa libera maschile di Beaver Creek, CO e la discesa libera femminile di Lake Louise, Canada.

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Mentre le condizioni metereologiche non hanno dato problemi in Colorado, a Lake Louise c’era un banco di nebbia che andava e veniva, coinvolgendo in particolare il tratto centrale della pista. Questo ha causato molti start-stop per evitare che alcune atlete si trovassero in pista con condizioni di visibilità proibitive e pericolose. Ovviamente questo ha sfavorito alcune atlete, partite dopo lunghi stop, che causano un calo di tensione e di concentrazione. Eclatante è stato il caso di Lara Gut, che, partita dopo un lungo stop, è stata fermata dopo pochi secondi con la bandiera gialla, compromettendone la gara.

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La gara di Lake Louise è stata dominata da Lindsey Vonn, che stravince con un secondo e settantatré sulla seconda. Con questa prestazione cancella il difficile inizio di stagione, culminato con il ricovero, e riparte col piede giusto ricordando a tutti di cosa è capace e ristabilendo il dominio-Vonn. Su questo scherzava qualche tempo fa la sua migliore amica, Maria Riesch, che dopo un secondo posto alle spalle dell’americana, su Facebook, si diceva molto felice su per aver conquistato un’altra vittoria nella non-Lindsey League.

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Seconda la connazionale Stacey Cook, autrice di un’ottima prestazione, specialmente all’inizio e nel tratto finale e che va a conquistarsi il suo miglior risultato in carriera e il suo primo podio. Prima di questa gara il suo miglior risultato era un quarto posto, sempre ottenuto in discesa a Lake Louise, il primo dicembre 2006.

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Terze a pari merito, staccate da un solo centesimo da Stacey Cook, arrivano Tina Weirather e Maria Hoefl-Riesch.

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La migliore delle italiane è Dada Merighetti che dopo un’ottima prima parte di gara, perde un po’ troppo nel tratto finale e arriva settima a un secondo e novanta centesimi da Lindsey Vonn. Diciannovesima è Elena Fanchini, scesa però in condizioni di visibilità proibitive, ventiquattresima Francesca Marsaglia e ventiseiesima Verena Stuffer.

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Non vanno invece a punti Camilla Borsotti, quarantunesima, Elena Curtoni, quarantacinquesima e Enrica Cipriani, quarantottesima.

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Sulla Birds of Prey di Beaver Creek, CO, una delle più belle del circuito di Coppa del Mondo, trionfa un meraviglioso Christof Innerhofer, che partito col pettorale numero nove, ci ha regalato una prova entusiasmante, pennellata, flessuosa, priva di sbavature.

Era dal 4 dicembre 1997 che un italiano non vinceva su questa pista: quel giorno infatti Kristian Ghedina vinceva la discesa con ventidue centesimi sul francese Jean-Luc Cretier e ventiquattro centesimi sul norvegese Lasse Kjus.

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Secondo per ventitré centesimi Aksel Lund Svindal, che pur commettendo tante imprecisioni, riesce a far velocità e concludere con un secondo posto che gli permette di portare a casa ottanta punti, preziosissimi per la corsa alla Coppa del Mondo.

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Terzo l’altro norvegese, Kjetil Jansrud, che con un’ottima partenza e un bellissimo tratto finale ferma il cronometro a cinquanta centesimi da “Winnerhofer”.

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Quarto l’austriaco Florian Scheiber, partito con il pettorale quarantadue, che ottiene il suo miglior risultato in carriera e fa sfilare Dominik Paris, autore di una buonissima prova, in quinta posizione.

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Ottavo è Peter Fill che disputa un’ottima prova, mentre ventiduesimo è Siegmar Klotz.

Non vanno invece a punti Werner Heel e Matteo Marsaglia, rispettivamente trentottesimo e quarantaquattresimo.

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Tra il pubblico viene inquadrato l’americano Bode Miller, insieme alla moglie, ancora infortunato al ginocchio. Come molti tra gli atleti, come tanti appassionati hanno sicuramente notato, sfoggia un paio di folti baffi. La motivazione di questo è un’idea australiana che risale al 1999 per la sensibilizzazione sul cancro alla prostata. Per questo gli uomini durante il mese di novembre, chiamato “Movember” dalla crasi di moustache e November, gli uomini si lasciano crescere i baffi. Simile a questa iniziativa è Pink for October, che serve per la sensibilizzazione riguardo al cancro al seno, iniziativa per la quale, durante tutto il mese di ottobre, sia uomini sia donne, indossano indumenti o accessori rosa.

Al commento di queste due bellissime gare, piene di emozioni, presto seguirà il commento alle gare di ieri, 1 dicembre, super g maschile e altra discesa libera femminile, e alle gare di oggi, gigante maschile e super g femminile.

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