Finalmente, dopo lunghi mesi di attesa, si è riaperta la stagione sciistica con le gare di Soelden.

Sabato 27 ottobre, sul Rettenbach, si sono disputate le due manche femminili dello slalom gigante, mentre domenica 28 ha avuto luogo la gara maschile.

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Questa è stata la prima gara in cui sono stati utilizzati i nuovi materiali imposti dalla FIS, un ritorno al passato, con sci più lunghi e raggi di curva più ampi. In realtà in ambito femminile le modifiche apportate sono minori rispetto a quelle in ambito maschile e si fanno sentire soprattutto in condizione di neve morbida, dove lo sci diventa più difficile da domare.

La prima metà della pista aveva neve naturale con iniezioni di acqua, mentre la seconda parte aveva un’alta percentuale di neve artificiale, sempre con iniezioni d’acqua.

Il tracciato in entrambe le manche era molto regolare, anche se nella seconda il raggio di curva era più stretto, quindi girava un po’ di più. La visibilità è stato un grosso problema durante tutta la gara, tanto che la seconda manche è stata posticipata di circa un’ora proprio a causa delle nuvole basse che si trovavano sulla pista di gara.

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La gara è stata dominata da una Tina Maze incontenibile già nella prima manche, mostrando di aver acquisito da subito i giusti automatismi richiesti dai nuovi materiali che necessitano di una conduzione da inizio a fine curva. La Maze riesce a tirare le curve pennellandole e portando via la velocità necessaria a concludere con 74 centesimi di vantaggio sulla seconda, la francese Worley.

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Nella seconda manche, dopo la caduta di Worley e Rebesburg, sul podio virtuale della prima manche, aveva 1 secondo e 59 centesimi dalla Zettel, che ha concluso al secondo posto, e ha saputo gestire con intelligenza il vantaggio, dopo un’ottima partenza, sciando pulita e precisa, ma senza tentare di strafare.

La voglia di vincere della slovena era tanta, visto che la scorsa stagione non l’ha mai vista sul gradino più alto del podio e l’ultima vittoria risaliva allo slalom di chiusura della stagione 2010/2011 a Lenzerheide, il 18 marzo 2011.

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Il secondo posto va ad una ritrovata Kathrin Zettel che, partita col pettorale 16, conclude quarta la prima manche, dopo una discesa pulita e regolare. Nella seconda manche, dopo aver perso un po’ all’inizio, recupera sul muro, acquisendo la velocità necessaria per fare al meglio il tratto pianeggiante finale.

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Il terzo tempo è stato siglato dall’austriaca Steffi Koehle, che conquista il suo primo podio. Nella prima manche, dopo una partenza superlativa, incorre in un leggero ritardo di linea e in qualche rimbalzo di troppo, probabilmente dovuto alla troppa foga data dalla voglia di far bene. Nella seconda, sempre dopo un’ottima partenza, continua a sciare con aggressività, prendendosi tutti i rischi del caso. Ottimo è stato l’ultimo cambio di pendenza che le ha permesso di arrivare sul piano finale con una buona velocità.

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Prima delle italiane è stata Denise Karbon, settima, che disputa un’ottima prima manche, seppur con qualche ritardo di linea. Nella seconda manche si trova un po’ in difficoltà, anche a causa delle condizioni meteo che sono peggiorate durante la sua discesa.

Irene Curtoni arriva ottava, con una seconda manche aggressiva e all’attacco che riscatta una prima manche opaca.

Peccato per l’uscita di Federica Brignone che durante la seconda manche, sebbene non stesse sciando a livello delle sue capacità, per correggere una rotazione verso la fine del muro, si butta troppo dentro e scivola via. Anche Nadia Fanchini esce durante seconda manche. Un vero peccato, perché stava disputando un’ottima prova, specialmente sul muro, dove ha pennellato le curve in modo magistrale.

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Sono state molte le cadute importanti in questa gara dovute sicuramente sia alle condizioni meteo, sia ai nuovi materiali.

Tessa Worley, seconda al termine della prima manche, dopo un’ottima partenza entra in rotazione e impatta sul palo con lo sci e con braccio. Nella discesa precedente Viktoria Rebensburg, terza dopo un’ottima prima manche, esce, quasi rinunciando, forse per le difficoltà legate alla scarsissima visibilità.

Escono anche le due americane Lindsey Vonn e Julia Mancuso. La vincitrice di Coppa del Mondo, dopo aver disputato una prima manche opaca, sembrava determinata a riscattarsi, ma l’impatto di una mano sul palo la fa entrare in rotazione, senza alcuna possibilità di rientrare in gara. Julia Mancuso invece, dopo essere partita all’attacco nella prima manche, perde uno sci, probabilmente per un impatto tra i due sci che ha determinato l’apertura dell’attacco.

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Cosa dire di questa prima gara? E’ stata una gara interessante, che ha permesso alle atlete di confrontarsi col cambio con i nuovi materiali, per di più in condizioni meteo non ideali, ed è stato bello finalmente riaprire il cancelletto e riprendere contatto con il meraviglioso mondo del Circo Bianco.

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