Marlies Schild retires!

It ends an important chapter in world-class slalom: Marlies Schild is retiring!

Yesterday morning the Austrian champion has announced the end of her career in a press conference in the Uniqa Tower in Vienna.

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She gave some signals at the end of last season, when she expressed some doubts about racing again this season, but she also posted some pictures of her training in the gym, so her fan were hoping to see her again at the starting gate, if not in Soelden, at least in Levi. Hope was given also by her boyfriend’s, Benni Raich, announcement, saying that he is going to retire at the end of this season, so that he can try to qualify for the up coming World Championship in Vail – Beaver Creek 2015. He first Word Championship was in Vail in 1999, so he would be really glad to end his career right where his World Championship adventure started.

Unfortunately the most winning slalomist is retiring, announcing that, since she has relized all of her dreams as an athlete, she now wants to realize her other big dream, having a family and kids.

 

Not let’s travel again through the career of this ski icon to live again she gave us in her 13 years in the World Cup.

 

She started off in the World Cup on December 9th, 2001 in slalom in Sestriere, immediately gaining her first points arriving twenty-fifth. Her first podium, a third place, arrived in Aspen on November 30th, 2002 , while the first victory was achieved on March 13, 2004 in Sestriere.

Since then she has earned 37 victories, 35 in slalom, making her the most successful slalomist of all times, followed by Vreni Schneider with 34 victories, one in giant and one in combined. Ahe also gained 68 podiums.

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In 2007 she came close to winning the overall World Cup, lost at the last race for ninety points, but she won four slalom cups and in combined.

She also won two gold medals in the World Championship, one in slalom in Garmisch – Partenkirchen and one in the team event in Åre; three silvers, two in slalom, Åre and St. Moritz, and one in the team event in Garmisch – Partenkirchen ; and two bronze medals, both in combined, one in Garmisch – Partenkirchen and one in Åre.

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The only thing that is missing in Schild’s career is the Olympic gold , almost reached three times, in Turin, in combined , and Vancouver and Sochi, in slalom, where she got, however, three silvers. She also won the Olympic bronze medal in slalom in Turin.

 

Who will be the heir of the queen? Surely Mikaela Shiffrin, already widely affirmed by the victory of two slalom cup, the gold in Schladming World Championship and Olympic gold in Sochi, but also her younger sister Bernadette, she already shared the podium twice with in Courchevel and Kranjska Gora .

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We just have to say goodbye to this great star in the firmament of the white circus and wish her all the best for the new chapter of her life.

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I’ll also share with you the words written by Benni Raich on facebook saying goodbye, professionally, to his girlfriend: “Dear Marlies, you’ve had an insane career and I look forward to our future together. Benni”.

Marlies Schild si ritira

Termina un importate capitolo dello slalom mondiale: Marlies Schild si ritira.

Stamattina la trentatreenne austriaca ha annunciato la fine della sua carriera in una conferenza stampa a Vienna, presso la Uniqa Tower.

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Già c’erano stati segnali alla fine della scorsa stagione, quando aveva espresso perplessità riguardo al suo ritorno in Coppa del Mondo questa stagione, ma aveva anche postato foto di lei in palestra durante una sessione di allenamento, per cui i tifosi speravano di rivederla al cancelletto, se non a Soelden almeno a Levi. Un’altra speranza di vederla ancora volteggiare tra i pali stretti l’aveva data l’annuncio del fidanzato Benni Raich, che si ritirerà al termine della stagione in modo da provare a qualificarsi ai mondiali di Vail – Beaver Creek 2015. Infatti i primi mondiali disputati dal grande campione austriaco sono stati proprio a Vail nel 1999, quindi gli farebbe piacere chiudere la carriera disputando i mondiali proprio dove aveva iniziato al sua avventura.

Purtroppo invece la slalomista più vincente di sempre si ritira, dichiarando che adesso, dopo aver realizzato i suoi sogni sportivi, vuole realizzare un altro sogno, farsi una famiglia ed avere dei figli.

 

Ripercorriamo brevemente la carriera di questa icona dello sci per vivere ancora una volta le emozioni che ci ha regalato nei suoi tredici anni di Coppa del Mondo. 

Non molti sanno che la regina dello slalom è nata come velocista, ma a seguito di un infortunio, quando si trovava ancora nelle categorie giovanili del Wunder Team, ha deciso di cambiare e di dedicarsi alle discipline tecniche.

Ha debuttato in Coppa del Mondo il 9 dicembre 2001 a Sestriere in slalom, guadagnando subito i primi punti con la venticinquesima posizione. Il primo podio, un terzo posto, è arrivato ad Aspen il 30 novembre 2002, mentre la prima vittoria è stata conseguita il 13 marzo 2004 a Sestriere.

Da allora ha conseguito 37 vittorie, di cui 35 in slalom, che la rendono la slalomista più vincente di sempre, seguita per una sola vittoria da Vreni Schneider, una in gigante e una in combinata e 68 podi.

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Ha sfiorato nel 2007 la vittoria della Coppa del Mondo generale, persa all’ultima gara per novanta punti, ma ha vinto cinque coppe di specialità, quattro di slalom e una di combinata.

Ha anche vinto due ori mondiali, uno in slalom a Garmisch – Partenkirchen e uno nel team event a Åre; tre argenti, due in slalom, ad Åre e a St. Moriz, e uno nel team event di Garmisch – Partenkirchen; e due bronzi, entrambi in combinata, uno a Garmisch – Partenkirchen e uno ad Åre.

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L’unica cosa che è mancata alla carriera della Schild è l’oro olimpico, sfiorato tre volte, a Torino, in combinata, e a Vancouver e a Sochi, in slalom, dove ha comunque riportato tre argenti. Ha anche vinto il bronzo olimpico in slalom a Torino.

 

Chi saranno le eredi della regina? Sicuramente Mikaela Shiffrin, già ampiamente affermatasi con la vittoria di due coppe di specialità, con l’oro mondiale a Schladming ed l’oro olimpico a Sochi, ma anche la sorellina Bernadette con cui ha già due volte condiviso il podio, a Courchevel e a Kranjska Gora.

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Non ci resta che salutare questa grandissima stella del firmamento del circo bianco ed augurarle tutto il meglio per il nuovo capitolo della sua vita.

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Riporto anche le parole scritte da Benni Raich su facebook per salutare, professionalmente, la sua fidanzata: “Cara Marlies, hai avuto un’incredibile carriera e non vedo l’ora di vivere il nostro futuro insieme. Benni”.

Slalom Speciale Femminile: Courchevel 17/12/13

Oggi sulle nevi francesi di Courchevel si è disputato il secondo slalom speciale femminile della stagione.

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Dopo una prima manche aritmica tracciata dall’allenatore americano Pfeifer, è stata traccita una seconda più ritmica e un po’ più angolata dall’allenatore slovacco Velez.

La neve purtroppo, anche per la scelta degli organizzatori di non barrare la pista, non ha tenuto al meglio e si è segnato parecchio, rendendo difficile alle altete partite con pettorali alti di qualificarsi.

 http://www.youtube.com/watch?v=bgCnWewQv8Y

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Torna il dominio Schild. La trentaduenne di Saalfelden, Marlies Schild, torna sul gradino più alto del podio. Partita con il numero 16, pennella la prima manche siglando il terzo tempo, ma è nella seconda che fa la differenza: sicura, precisa, centrale sullo sci e sempre in progressione, ci regala un spettacolo degno del suo lignaggio.

Con questa vittoria inoltre la fuoriclasse austriaca va a pareggiare il numero di vittorie in slalom di Vreni Schneider, 34, e il numero di vittorie totali del fidanzato Benni Raich, 36.

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Seconda, staccata di trentatré centesimi, è Frida Hansdotter, che, pur sciando al 110%, con qualche piccola sbavatura dovuta alla ricerca della massima velocità possibile, ancora non riesce a salire sul gradino più alto del podio. Conferma però la buona sciata e la grande costanza già mostrata l’anno scorso in slalom, dove ha collezionato sei secondi posti.

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Sul gradino più basso del podio è Bernadette Schild, staccata dalla sorella più grande di un secondo e ventidue centesimi. Già sul podio alle finali di Lenzerheide a marzo, continua a sciare in modo sicuro e pulito. Prima al termine della prima manche, dove ha sciato in modo preciso e senza commettere imprecisioni, commette qualche piccola sbavatura nella seconda, probabilmente dovuta anche alla pressione psicologica che comporta l’essere in testa al termine della prima prova.

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Lenta e poco efficace invece la statunitense Mikaela Shiffrin, solo dodicesima quest’oggi ed opaca è anche la prestazione di Tina Maze, impacciata e in difficoltà tra in pali stretti  della gara odierna.

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Migliore delle italiane è Sarah Pardeller, ventesima, che qualificatasi per la seconda manche, partendo col numero quarantuno, fa un’ottima seconda manche siglando il nono tempo di manche. Ventiduesima è invece Manuela Moelgg che, partita col numero sessantatré e qualificatasi come trentesima, sigla il sesto tempo di manche nella seconda. Buona è anche la prestazione di Federica Brignone, ventiseiesima, che mentre nella prima manche attacca e rischia il tutto per tutto, nella seconda scende più cauta per avere la sicurezza di guadagnare punti preziosi che la faranno avanzare nella World Cup Starting List.

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Dopo le emozioni regalateci oggi, lo spettacolo del circo bianco riprenderà venerdì con la discesa maschile in Val Gardena.

Soelden 26-27/10/13: Ladies’ and Men’s Giant

Saturday  the gate of the World Cup with the classic overture in Soelden was finally reopened, which is celebrating 20 years in the circus.

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After more than six months of waiting, Saturday and Sunday morning fans ran in front of screens ready to experience the emotions that only this sport can offer.

Even the sun had a benign smile on the start of the World Cup , ensuring excellent visibility, even though the temperatures, a few degrees above 0° C , have meant that the snow got a bit marked.

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Dominates the women’s race a wild Lara Gut, confirming the improvement in giant seen last year with the podium finish at the finals in Lenzerheide.

The Swiss confronts with his usual determination the two runs, showing, however, to be able to modulate the aggressiveness of her skiing, without impress too much on the snow and being able to take away speed, especially in the final flat, making good of her skills as a sprinter and by creating a vacuum behind her.

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Second by eighty hundreds a solid Kathrin Zettel, that opens, like last year, the season at  the best, even with an error on the steep part, letting her ski go without correcting too harshly, taking advantage of her vast experience.

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Third by a second and twenty-eight is Viktoria Rebensburg, that, as Zettel, precise in the initial section, not sweep the final stretch of the steepest part, but is able to maintain the speed accumulated for the final flat.

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Good is the race for Tina Weirather and Mikaela Shiffrin, fifth and sixth respectively. The first shows an unusual talent among the tighter gates, §respect§ to her favorite disciplines; the second shows her clean lines, light and precise, to which we have become accustomed to also in giant slalom, establishing she is no more a promise, but a reality in this discipline.

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Disappointing however the winner of the overall and giant World Cup Tina Maze and world champion Tessa Worley, clumsy and insecure in the technical gesture, respectively eighteenth and twenty-first .

Scored the fastest time in the run, in the second one, Nadia Fanchini that, after an unconvincing first run, shows the brilliant skiing she is capable of and concludes fourteenth. Nineteenth is Denise Karbon, returning from the double ankle fracture, after a good first run, she holds a little too much on the steep and finds hard to take out speed in the final design. Positive signs can be also seen from Federica Brignone, who returns to competition after almost a year. She skis a good first round, with the tenth time, but a little strain in the second, especially the ending .

Do not qualify for the second run instead Manuela Moelgg , Sabrina Fanchini , Lisa Agerer , Sofia Goggia and Giulia Gianesini .

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In the men dominates, as always, Ted Ligety, despite the second run, drawn by the coach of the Italians Theolier , was designed to break the rhythm that is so pleasing to the champion from Utah.

Ligety, like last year, shows he is unbeatable on these new skis he criticized so much, drawing lines impossible for others and taking out a lot of speed with every turn.

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Second by to seventy-nine hundreds is the French star Alexis Pinturault , with a style so pleasant to see, always precise, that echoes the formal perfection of Benni Raich and Ivica Kostelic

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Third by a second and two hundreds is the holder of the World Cup Marcel Hirscher, with a style less precise than the other two, especially on the steepest part, but thanks to his power to weight ratio, it is equally effective .

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Fourth, tied with Steve Missilier, is Aksel Svindal, who thanks to his great qualities as a sprinter makes good use of the final stretch and already in this first race earns valuable points in the perspective of the overall World Cup.

Great was the return of the American ace Bode Miller, after a year and a half absence from competitions. He concludes nineteenth, but shows, especially in the first run, the brilliance of his skiing, casually elegant,  we had become accustomed to in the golden moments of his career.

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Not good at all the Italians, the first of who is Massimiliano Blardone, seventeenth, that attacks , perhaps with too much vehemence, the compacted snow, but not iced, of Soelden . Twenty-fifth and twenty-sixth are Manfred Moelgg and Florian Eisath , while out in the first run goes Davide Simoncelli. Do not classify instead for the second run Roberto Nani, Luca De Aliprandini, Giovanni Borsotti and Cristian Deville.

Now, as every year, after the illusion of a beginning, after the excitement of Soelden, fans will have to wait until November 16 before we see, with the slalom in Levi, the gate re-open .

Soelden 26-27/10/13: Gigante femminile e maschile

Sabato si è finalmente riaperto il cancelletto della Coppa del Mondo con il classico overture di Soelden, che festeggia i 20 anni nel circo bianco.

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Dopo più di sei mesi di attesa, sabato e domenica mattina gli appassionati sono corsi davanti agli schermi pronti a vivere le emozioni che solo questo sport sa regalare.

Anche il sole ha sorriso benigno sull’inizio della Coppa del Mondo, garantendo ottime condizioni di visibilità, anche se le temperature, di qualche grado sopra lo 0°, hanno fatto sì che la neve si segnasse un po’.

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Domina la gara femminile una scatenata Lara Gut, che conferma il miglioramento in gigante visto l’anno scorso con il podio alle finali di Lenzerheide.

L’elvetica affronta con la sua solita grinta le due manches, dimostrando, però, di saper modulare l’aggressività della sua sciata, senza incidere troppo e riuscendo a portar via velocità, soprattutto nel piano finale, sfruttando bene le sue doti di velocista e facendo il vuoto dietro di sé.

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Seconda a ottantaquattro centesimi una solida Kathrin Zettel, che come l’anno scorso apre al meglio la stagione, pur con un errore sul muro che riesce a correggere lasciando correre lo sci, sfruttando la sua grande esperienza.

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Terza a un secondo e ventotto è Viktoria Rebensburg, che, come la Zettel, precisa nel tratto iniziale, non pennella il tratto finale del muro, ma riesce a mantenere la velocità accumulata per il piano finale.

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Ottime sono le prove di Tina Weirather e di Mikaela Shiffrin, rispettivamente quinta e sesta. La prima mostra un inedito talento anche tra le maglie più strette rispetto alle sue discipline predilette; la seconda replica le linee pulite, leggere e precise a cui ci ha abituato in slalom anche in gigante, affermandosi non più promessa, ma realtà anche in questa disciplina.

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Deludenti invece la detentrice della Coppa del Mondo e di Gigante Tina Maze e la campionessa mondiale Tessa Worley, impacciate e insicure nel gesto tecnico, rispettivamente diciottesima e ventunesima.

Sigla il miglior tempo di manche nella seconda prova Nadia Fanchini, che dopo una prima manche poco convincente, mostra la brillante sciata di cui è capace e conclude quattordicesima. Diciannovesima è Denise Karbon, di rientro dalla doppia frattura alla caviglia, dopo una prima parte buona, tiene un po’ troppo sul muro e fatica a portar fuori velocità nel piano finale. Segnali positivi si vedono anche da Federica Brignone, che torna alle competizioni dopo quasi un anno. Fa una buona prima manche, col decimo tempo, ma fatica un po’ nella seconda, soprattutto nel finale.

Non si qualificano invece per la seconda manche Manuela Moelgg, Elena Curtoni, Sabrina Fanchini, Lisa Agerer, Sofia Goggia e Giulia Gianesini.

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In campo maschile domina, come sempre, Ted Ligety, nonostante la seconda manche, tracciata dall’allenatore degli italiani Theolier, disegnata per spezzare quel ritmo che tanto piace al campione dello Utah.

Ligety, come l’anno scorso, si mostra imbattibile su questi nuovi sci da lui tanto criticati, mostrandosi in grado di disegnare linee impossibili per gli altri e di portar fuori tanta velocità ad ogni curva.

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Secondo a settantanove centesimi è l’astro francese Alexis Pinturault, con una sciata piacevole da vedere, sempre precisa, che riecheggia la perfezione formale di Benni Raich e di Ivica Kostelic.

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Terzo a un secondo e due è il detentore della Coppa del Mondo Marcel Hirscher, con uno stile meno preciso degli altri due, soprattutto sul muro, ma che, grazie al suo rapporto peso potenza, risulta ugualmente efficace.

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Quarto, a pari merito con Steve Missilier, è Aksel Svindal, che grazie alle sue grandi doti di scivolatore sfrutta bene il tratto finale e già dalla prima gara guadagna punti preziosi in prospettiva della Coppa del Mondo generale.

Grande è stato il ritorno del fuoriclasse americano Bode Miller, dopo un anno e mezzo di assenza dalle competizioni. Conclude diciannovesimo, ma mostra, soprattutto nella prima manche, la brillantezza della sua sciata, distrattamente elegante, con la quale ci aveva abituato nei momenti d’oro della sua carriera.

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Male gli italiani, primo dei quali è Massimiliano Blardone, diciassettesimo, che aggredisce, forse con troppa irruenza, la neve compatta, ma non ghiacciata di Soelden. Venticinquesimo e ventiseiesimo sono Manfred Moelgg e Florian Eisath, mentre esce nel corso della prima manche Davide Simoncelli. Non si classificano invece per la seconda manche Roberto Nani, Luca De Aliprandini, Giovanni Borsotti e Cristian Deville.

 Adesso, come ogni anno, dopo l’illusione di un inizio, dopo le emozioni di Soelden, gli appassionati dovranno aspettare fino al 16 novembre prima di vedere, con gli slalom di Levi, il cancelletto riaprirsi.

Speciale Streif

La cittadina tirolese di Kitzbühel è famosa nel mondo dello sci per ospitare una delle discese libere più importanti, se non proprio la più importante, di tutto il circuito.

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Il trofeo dell’Hahnenkamm, che prende il nome dal monte sul quale si trova la Streif, la pista sulla quale viene disputata la gara, viene assegnato annualmente dal 1931 ed è stato stabilmente inserito nel circuito della Coppa del Mondo maschile dal 1967. Dal 1932 al 1961 vennero disputate qui anche le discese femminili.

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Oltre alla discesa, sulla pista Ganslern, a Kitz viene disputato lo slalom speciale, con il quale compone la combinata classica dell’Hahnenkamm. Dagli anni novanta viene anche disputato il supergigante, sul percorso accorciato, detto Streifalm.

Con un dislivello di 880 metri, i 3312 chilometri di lunghezza e una pendenza massima dell’85%, la discesa della Streif è considerata la più bella e la più impegnativa di tutto il circo bianco. Una vittoria qui comporta l’immediata iscrizione nel firmamento dei più grandi discesisti della storia.

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Questa pista possiede numerosi passaggi chiave tra cui la Mausefalle, trappola per topi, un lungo salto poco dopo la partenza, la Steilhang, una doppia curva in contropendenza, il Brückenschuss, uno stradino di solo scorrimento, l’Hausbergkante, una lunga diagonale dalla ripida pendenza, appena prima del rettilineo finale.

Fino al 2009 lo Zielschuss, il tratto finale, constava in un bellissimo salto, che però per motivi di sicurezza, dopo l’incidente di Daniel Albrecht nel 2009, è stato notevolmente ridotto. Famosa è la spaccata di Ghedina eseguita su questo salto.

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Un’altra simpatica peculiarità di questa gara è che ogni cabina dell’ovovia, l’Hahnenkammbahn, porta il nome di un vincitore.

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Lo sciatore con più vittorie sulla Streif è lo svizzero Didier Cuche (1998, 2008, 2010, 2011, 2012), con cinque successi, seguito da Franz Klammer (1975, 1976, 1977, 1984) e Karl Schranz (1966, 1969, 1972 x2), con quattro.

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Il vincitore dell’ultima edizione è l’italiano Dominik Paris.

Anche durante la stagione estiva è possibile godersi la Streif. Infatti è prevista una piacevole e ben organizzata passeggiata che guida gli escursionisti attraverso i punti chiave della pista, segnati da porte in metallo e accompagnati da schermi che trasmettono momenti salienti della storia del trofeo Hahnenkamm.

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Special Streif

The Tyrolean town of Kitzbühel is famous in the skiing world for hosting one of the most important, if not the most important,downhill of the entire circuit.

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The Hahnenkamm trophy, which takes its name from the hill on which stands the Streif, the track on which the race is held, has been awarded annually since 1931 and has been firmly inserted in the men’s World Cup circuit since 1967. From 1932 to 1961 were also run here the ladies’ dowhills.

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In addition to the downhill, on the track Ganslern, Kitz hosts the slalom, with whom it composes the classic combined of the Hahnenkamm. Since the nineties is also hosts in the supergiant, on a shorter track, called Streifalm.

With a vertical drop of 880 meters, the 3312 km lenght and a maximum incline of 85%, the downhill of the Streif is considered the most beautiful and the most challenging of the whole circus. A win here will result in immediate enrollment in the firmament of the greatest downhillers in history.

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This track has a number of key steps including Mausfalle, mousetrap, a long jump shortly after the start, the Steilhang, a double curve in counter, the Bruckenschuss, a small road of only scrolling, the Hausbergkante, a long diagonal on a steep part of the slope, just before the final straight.

Until 2009 the Zielschuss, the final stretch, consisted in a beautiful jump, but for security reasons, after Daniel Albrecht’s accident  in 2009, has been significantly reduced. Famous in Ghedina’s stunt made on this jump.

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Another nice feature of this race is that each cabin of the cableway, the Hahnenkammbahn, has the name of a winner.

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The skier with the most victories on the Streif is Swiss Didier Cuche (1998, 2008, 2010, 2011, 2012), with five wins, followed by Franz Klammer (1975, 1976, 1977, 1984) and Karl Schranz (1966, 1969, 1972 x2), with four.

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The winner of the last edition is the Italian Dominik Paris.

Even during the summer you can enjoy the Streif. In fact, there is a pleasant and well-organized walk that guide hikers through the key points of the track, marked by metal gates and accompanied by screens showing highlights of the history of the Hahnenkamm  trophy.

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Lenzerheide 17/03/2013: Men Giant and Women Giant; Reflections on the 2012-2013 Season

 

Sunday arrived the most feared moment by all ski addicted, the last two races of the finals.

 

 

 

It’s curious what we feel, there is happiness in seeing the culmination of the season, the awards, the coronation of all the early wakes on weekends and hours spent in front of the TV, jumping on the couch, cheering for our favorite; but there is also sadness in knowing that we have to wait many, many months before the gate Soelden is going to be reopened and that the wonderful whirlwind of circus chase us in again.

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The last two races, as usual, were the men’s slalom and the women’s giant.

The slalom first run, designed by the Austrian coach Pirchner, was very angled, even on the flat part, and it was very slow, while the second, by the Swedish coach Pfeiffer, was faster and more streamlined.

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Won the highest step of the podium the German Felix Neureuther, thanks to two runs performed to perfection, without even the slightest deviation.

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Second, once again on the podium, by thirty hundreds, arrived Marcel Hirscher, not at his best and a little cautious in the first run, while in the second, after controlling in the wall, went into continuous progression, with his extremely aggressive skiing, but this year always very precise.

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Third by fifty hundreds from the German was Ivica Kostelic, a computer, clean, precise and well central as ever. This Croatian veteran starts often a bit on the sly, to be at peak form in January and to finish the season among the best.

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This is, with positions reversed between Hirscher and Neureuther, the Slalom Cup podium that sees in first position Marcel Hirscher (AUT) to 960 points, the second Felix Neureuther (GER) 716 to points and third Ivica Kostelic (CRO) 535 to points.

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Best of the Italians was Manfred Moelgg, tenth, that still managed to remain fifth in the cup of specialty, so to stay in the first set of bibs again next year. Eleventh was ranked Giuliano Razzoli, that has been perhaps a bit too much cautios, while fourteenth concluded Stefano Gross, in big trouble because of a severe back pain as a result of the Team Event, where the movements required are not those which a pure slalomist is accustomed to. Eighteenth was Patrick Thaler, who was unable to find the beat in either run, came out instead in the first run Cristian Deville.

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Achieved the fifth victory in giant in this season of the unstoppable Tina Maze, that crown with a win an unforgettable season. After controlling a little steepest part during the first run, in the second he pulled up to from beginning to end, playing in a perfect way the track.

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At the end of the first run Tessa Worley was ahead. Staring with the bib one, she found that even thin layer of snow that has allowed a greater grip on the steepest part, that then turned into a marble slab. In the second, while skiing very well, however, failed to sign the fist time and slipped behind the Slovenian thirty-five cents.

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Third came the house champion, Lara Gut, a second and thirty-eight hundreds from the Maze. The athlete from the Ticino skied with her usual aggressiveness that distinguish her and that on the hard ground of this giant has paid off. She managed to climb back on the podium of the giant, where she was missing from December 28, 2008, when she finished third in Semmering.

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Fourth after the first run was Denise Karbon, but while she was brushing the gates on the steepest part, she straddled, falling into ruin. She was immediately taken to hospital, where  a fracture of the tibial malleolus and the proximal part of the right fibula was found. 

Great was Nadia Fanchini’s race, that, despite a mistake at the end of the second run, when only a few gets from the end of the arm got caught in a pole, finished sixth. Fall out instead without consequences during the first run Irene Curtoni.

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The ranking of the Giant Cup is this: Tina Maze (SLO) at 800 points, Anna Fenninger (AUT) at 480 points and Viktoria Rebensburg (GER) at 411 points.

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With these races ended the season and the time has come to wrap it up.

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The women’s season was dominated entirely by Tina Maze, from theoverture in Soelden until the last race in Lenzerheide. The Slovenian in fact won twelve races, in all disciplines, and twenty-four podiums, making the points record ever achieved by an athlete in a season, 2414, both in women’s and in men’s field. In addition to this she also won the Super G and Giant Cup and three medals at the World Championships, gold in super g and two silvers, in the giant slalom and in the combined.

 

This absolute domination was due to several factors, first of which is perfect athletic training optimized by the Slovenian team and the confidence in her own ability which she gained from the successes obtained immediately. Another important factor was the absence of her opponent number 1 to win the Cup, Lindsey Vonn. The American was hospitalized in November for the strong abdominal pain and even returning to do the en plein Lake Louise, has struggled a lot to recover from this hospitalization, and  decided to skip a month of competition. Immediately after she started to compete in St. Anton, won the downhill in Cortina and giant in Maribor. Unfortunately, in the World Championship super-G  in Schladming, which has roused, not without reason, a lot of criticism, because of soft snow, her right ski git caught in the bottom landing from a jump, causing the rupture of the ligaments of the knee and tibial plateau in her right leg. Nevertheless, the American, by virtue of her two victories in Lake Louise, the victory in Cortina and sixth place in St. Anton was able to win the Downhill Cup.

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Many of the other Maze’s opponents, also due to the change of materials in giant, have been irregular, allowing her, that remained solid and consistent throughout the season, to earn countless podiums and points.

The standing is then the following: Tina Maze (SLO) at 2414 points, Maria Hoefl-Riesch (GER) at 1101 and Anna Fenninger at 1029 points.

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In men, however, there was to the last a tug of war between Marcel Hirscher and Aksel Lund Svindal, that, in the end, due to the cancellation of fast races in Lenzerheide, was won by the Austrian.

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Hirscher, as Tomba, managed to win the World Cup by competing in only two disciplines. In these, however, has shown incredible consistency, getting on the podium in all the races, except in Adelboden’s giant, where an error in the final relegated him to sixteenth place. In addition to the General Cup won the Slalom Cup, the gold medal in the World Championship in Schladiming in slalom and team event and the silver in giant slalom.

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The Norwegian has been extremely consistent, winning nine podiums, including five victories, but failed to hit the target in the two great downhill classics, the races in Wengen and in Kitzbuhel.

 

The podium of the General Cup was this: Marcel Hirscher (AUT) at 1535, Aksel Lund Svindal (NOR) at 1226 points and Ted Ligety (USA) at 1022 points.

 

This year, even more than last year, the strong pressure of young talent has been felt, first of all Mikaela Shiffrin’s. The young American, after being able to get on the podium last year in Lienz, won the Slalom Cup, with seven podium, including four wins, and the gold medal in slalom at the World Championship in Schladming.

 

Has also been a great season for the French Alexis Pinturault, who earned seven podiums in three different disciplines, slalom, giant and combined, including three victories. These two athletes have been awarded with the Rising Star award offered by Longines as the best young in the white circus.

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So we say good-bye to this wonderful season, hoping that these long summer months go by quickly and waiting for the reopen of the curtain of our beloved World Cup.

Lenzerheide 17/03/2013: Slalom Maschile e Gigante Femminile; Considerazioni sulla Stagione 2012-2013

Domenica è arrivato il momento più temuto da tutti gli appassionati di sci, le ultime due gare delle finali.

E’ curioso quello che si prova, c’è la felicità nel vedere il coronamento della stagione, le premiazioni, i frutti di tutte le sveglie presto nei weekend e delle ore passate davanti alla tv, a saltare sul divano, tifando per i propri beniamini; c’è però anche la malinconia nel sapere che bisognerà aspettare tanti, troppi mesi, prima che il cancelletto di Soelden si riapra e che il meraviglioso vortice del circo bianco ci ricatturi nuovamente.

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Le ultime gare, come di consueto sono state lo slalom maschile e il gigante femminile.

Il tracciato della prima manche di slalom, disegnato dall’allenatore austriaco Pirchner, era molto angolato, anche sul piano, ed era molto lento, mentre il tracciato della seconda, ad opera dell’allenatore svedese Pfeiffer, era più veloce e filante.

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Ha conquistato il gradino più alto del podio il tedesco Felix Neureuther, grazie a due manche interpretate alla perfezione, senza nemmeno la più piccola sbavatura.

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Secondo, ancora una volta sul podio, a trentasei centesimi, è arrivato Marcel Hirscher, non irresistibile e un po’ cauto nella prima prova, mentre nella seconda, dopo aver controllato il muro, è andato in continua progressione, con la sua sciata estremamente aggressiva, ma quest’anno sempre molto precisa.

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Ha conquistato il terzo gradino del podio, a cinquantuno centesimi dal tedesco, Ivica Kostelic, un computer, pulito, preciso e ben centrale come sempre. Questo veterano croato spesso parte un po’ in sordina, per trovarsi al picco della forma a gennaio e concludere la stagione tra i migliori.

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Questo è, con posizioni invertite tra Hirscher e Neureuther, anche il podio della Coppa di Slalom che vede in prima posizione Marcel Hirscher (AUT) a 960 punti, in seconda Felix Neureuther (GER) a 716 punti e terzo Ivica Kostelic (CRO) a 535 punti.

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Migliore degli italiani è stato Manfred Moelgg, decimo, che è riuscito comunque a mantenersi quinto nella classifica della coppa di specialità, così da rimanere nel primo gruppo di pettorali anche il prossimo anno. Undicesimo si è classificato Giuliano Razzoli, che è sceso forse con un po’ troppa cautela, mentre quattordicesimo ha concluso Stefano Gross, in grossa difficoltà a causa di un forte mal di schiena a seguito del Team Event, dove i movimenti richiesti non sono quelli a cui è abituato uno slalomista puro. Diciottesimo ha concluso Patrick Thaler, che non è riuscito a trovare il ritmo in nessuna delle due manche, mentre è uscito nel corso della prima manche Cristian Deville.

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E’ andata a vincersi il quinto gigante della stagione l’inarrestabile Tina Maze, che corona con una vittoria una stagione indimenticabile. Dopo aver controllato un po’ il muro finale nella prima manche, nella seconda ha tirato al massimo dall’inizio alla fine, interpretando in modo perfetto il tracciato.

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Prima al termine della prima manche era Tessa Worley, che, partita con il numero uno, aveva trovato ancora quel leggero strato di neve che le ha permesso un grip maggiore sul muro, poi trasformatosi in una lastra marmorea. Nella seconda, pur sciando molto bene, non è riuscita comunque a siglare il primo tempo ed è scivolata dietro alla slovena per trentacinque centesimi.

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Terza è arrivata la beniamina di casa, Lara Gut, a un secondo e trentotto centesimi dalla Maze. La ticinese ha sciato con la solita aggressività che la contraddistingue e che sul terreno duro di questo gigante ha dato i suoi frutti, riuscendo a salire nuovamente sul podio del gigante, dove mancava dal 28 dicembre 2008, quando è arrivata terza a Semmering.

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Quarta al termine della prima manche era Denise Karbon, che però, mentre stava pennellando le porte sul muro, ha inforcato, cadendo rovinosamente. E’ stata subito portata in ospedale, dove è stata rilevata la frattura del malleolo tibiale e della parte prossimale del perone destro.

Ottima è stata la prova di Nadia Fanchini, che, pur con un errore nel finale della seconda manche, quando a poche porte dalla fine le si è impigliato il braccio in una porta, ha concluso sesta. E’ invece caduta senza conseguenze nel corso della prima prova Irene Curtoni.

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La classifica della Coppa di Gigante è quindi questa: Tina Maze (SLO) a 800 punti, Anna Fenninger (AUT) a 480 punti e Viktoria Rebensburg (GER) a 411 punti.

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Con queste gare si è chiusa la stagione ed è arrivato il momento di trarne le fila.

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La stagione femminile è stata dominata interamente da Tina Maze, dall’overture di Soelden fino all’ultima gara di Lenzerheide. La slovena infatti ha conquistato dodici vittorie, in tutte le discipline, e ventiquattro podi, realizzando il record di punti mai ottenuti da un atleta in una stagione, 2414, sia in campo femminile sia in campo maschile. Oltre a questo ha anche vinto la Coppa di Super G e di Gigante e tre medaglie ai mondiali, l’oro in super g e due argenti, in combinata e in gigante.

Questo dominio assoluto è stato dovuto a diversi fattori, primo dei quali perfetta preparazione atletica ottimizzata dal team della slovena e dalla fiducia nei propri mezzi da lei acquisita grazie ai successi subito ottenuti. Un altro fattore importante è stata l’assenza dell’avversaria numero 1 per la conquista alla coppa, Lindsey Vonn. L’americana è stata ricoverata a novembre per dei fortissimi dolori addominali e pur tornando a fare l’en plein a Lake Louise, ha faticato moltissimo a riprendersi da questo ricovero, tanto da decidere di saltare circa un mese di competizioni. Subito aver ripreso a gareggiare a St. Anton, ha vinto vinto a Cortina la discesa e a Maribor il gigante. Purtroppo però, nel super G mondiale di Schladming, che ha destato, non a torto, tantissime critiche, a causa della neve molle, il suo sci destro è stato bloccato dal fondo nell’atterraggio da un salto, causandole la rottura dei legamenti del ginocchio destro e del piatto tibiale. Nonostante ciò, l’americana, in virtù delle due vittorie a Lake Louise, della vittoria a Cortina e del sesto posto a St. Anton è stata in grado di aggiudicarsi la Coppa di Discesa.

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Molte delle altre avversarie della Maze, anche a causa del cambio dei materiali in gigante, sono state molto discontinue, permettendo a lei, che invece è rimasta solida e costante tutta la stagione di guadagnare tantissimi podi e punti.

La classifica è stata dunque la seguente: Tina Maze (SLO) a 2414 punti, Maria Hoefl-Riesch (GER) a 1101 e Anna Fenninger a 1029 punti.

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Nei maschi invece c’è stato fino all’ultimo un braccio di ferro tra Marcel Hirscher e Aksel Lund Svindal, che alla fine, anche a causa della cancellazione delle gare veloci di Lenzerheide, è stato vinto dall’austriaco.

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Hirscher, come Tomba, è riuscito a vincere la Coppa del Mondo gareggiando in sole due discipline. In queste però ha dimostrato una costanza incredibile, salendo sul podio in tutte le gare, tranne che nel gigante di Adelboden, dove un errore nel finale lo ha relegato al sedicesimo posto. Oltre alla Coppa Generale ha vinto la Coppa di Slalom, la medaglia d’oro nei mondiali di Schladiming in slalom e nella gara a squadre e quella d’argento in gigante.

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Anche il norvegese è stato estremamente costante, conquistando nove podi, di cui cinque vittorie, ma non è riuscito a centrare l’obiettivo nelle due grandi classiche, le discese di Wengen Kitzbuhel.

Il podio della Coppa Generale è stato questo: Marcel Hirscher (AUT) a 1535, Aksel Lund Svindal (NOR) a 1226 punti e Ted Ligety (USA) a 1022 punti.

Quest’anno, ancor più dell’anno scorso, si è sentita la forte spinta delle giovani leve, prima fra tutte Mikaela Shiffrin. La giovane americana, dopo essere riuscita a salire sul podio lo scorso anno a Lienz, ha vinto la Coppa di Slalom, grazie a sette podi, di cui quattro vittorie, e la medaglia d’oro in slalom ai mondiali di Schadming.

Un’ottima stagione è stata anche quella del francese Alexis Pinturault, che ha conquistato sette podi in tre discipline diverse, slalom, gigante e combinata, di cui tre vittorie. Questi due atleti sono stati insigniti del premio Rising Star offerto dalla Longines come migliori giovani del circo bianco.

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Salutiamo quindi questa meravigliosa stagione, sperando che questi lunghi mesi estivi passino velocemente e aspettando che si riapra il sipario della nostra amata Coppa del Mondo.

Lenzerheide 16/03/2013: Women’s Slalom and Men Giant

 

After the speed races due to bad weather were cancelled and team competition, won by Germany, followed by Sweden and Italy, yesterday with perfect, sun-kissed, snow he finals in Lenzerheide really started.

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Extremely exciting was the women’s slalom, where the assignment of the specialty’s cup was still in the game. After the slalom in Ofterschwang Tina Maze had climbed over the young american Mikaela Shiffrin by seven points, so the games were still open.

After the first run the Slovenian started with the bib one, finding the perfect track, uncut, but with a slight grip, not the numbers immediately following founded, was in the lead with a second and seventeen hundred over the american, in fourth place.

In the second run Shiffrin, after skiing with a little circumspection on the steepest part began, giving vent to her talent, earning more than a second and a half on Holdener, at that moment ahead, in the last intermediate.

With this great run the Schladming’s World Champion managed to win the Slalom Cup, capping a season so spectacular.

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Second by twenty hundreds, earned her first career podium Bernadette Schild, the younger sister, born in 1990, of the great Austrian champion Marlies Schild.

 

Third at the end of the first round, he gave us a wonderful second run, skiing with precision and aggression, with a style that reminds us very much of her sister’s.

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Third by thirty-five hundreds, ended her race a very disappointed Tina Maze, who after a sensational first round, got lost a bit ‘in the second round, perhaps due to the pressure for the beautiful Shiffrin’s run or the desire to control the advantage gained during the first run, without the risk of straddle.

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Irene Curtoni, the only Italian in the race, despite the severe back pain, went out during the first run for the opening of a ski.

 

The final classification Slalom Cup is this: Mikaela Shiffrin (USA) 688 points, Tina Maze (SLO) 655 points and Veronica Zuzulova (SVK) 500 points.

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Beautiful was also the men’s giant, even though the Cup was already mathematically won by the absolute ruler of this specialty, Ted Ligety.

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Of two rounds with larger curves than those we have seen in the last giants in which he had tried to entrap the cowboy of Salt Lake City, the first that turned more, and the second fastest, won, winning his sixth win in eight giants, Ted Ligety.

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Second by thirty-seven hundreds is the Austrian Marcel Hirscher, who after a first run skiing is not at his best, has been unleashed in the second brushing masterfully every turn, clocking the fastest partial time, sixty hundreds before the American and winning the seventeenth podium. This Austrian ace is in fact on the podium in all the technique races except for the giant Adelboden, where due to a mistake during the course of the second run finished in sixteenth place.

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Third in a second and sixteen hundreds is Alexis Pinturault, wonderful in the first run, especially in the first gates on the steepest part, but a little ‘less fluid in the second run.

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It’s a podium that reflects the values ​​in the field, the same of Kranjska Gora and, not coincidentally, the same as the ranking of Giant Cup, won by Ted Ligety (USA) with 720 points, followed by Marcel Hischer (AUT) to 575 points and Alexis Pinturault (FRA) to 326 points.

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The best of the Italians was Max Blardone, in his hundredth race, a second and eighty-eight hundreds from the American, tenth instead arrived Manfred Moelgg, that in training had crashed into the left thigh on the base of a pole. Davide Simoncelli finished twelfth, and thirteenth Florian Eisath, who made a sensational second run with the same time as Ted Ligety. Skipped a few gates from the finish line Christof Innerhofer.

As for the rankings of the speed specialities, the weather has immortalized the ranking before the finals.

The weather conditions offer a satisfaction for the injured Lindsey Vonn (USA), who won the Downhill Cup with 340 points, while second, by just one point, was ranked Tina Maze (SLO), third instead Maria Riesch (GER) at 272 points.

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In men’s has conquered the summit Aksel Lund Svindal (NOR) at 439 points, while the second was placed Klaus Kroell (AUT) at 381 points, third Dominik Paris (ITA) at 378 points. Image

Won the Super G Cup Tina Maze (SLO) at 420 points, second Julia Mancuso (USA) at 365 points and 304 points at the third Anna Fenninger (AUT).

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In men on the highest step of the podium is Aksel Lund Svindal (NOR) at 480 points, followed by Matteo Marsaglia at 240 points and  Matthias Mayer (AUT) at 228 points.

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With the women’s giant and men’s slalom this season 2013 that has given us so many beautiful emotions ends and I am here to tell you about these two, definitely beautiful, closing races.